Mai come quest’anno il rientro al lavoro dopo le vacanze estive porta con sé delle incognite. La fisionomia delle nostre giornate lavorative è radicalmente cambiata negli ultimi mesi e ancora non sappiamo quanto davvero avremo modo di stare in ufficio, quanto avremo necessità o possibilità di lavorare in modo alternativo.

In molte aziende la questione “smart working” è ancora aperta: gli imprenditori insieme ai responsabili HR si stanno chiedendo quale sia la miglior strategia, se la propria azienda sia adatta a lavorare in modo smart, come permettere alle proprie persone di lavorare concentrate conciliando l’organizzazione della vita familiare in un momento particolarmente difficile.

Desidero riportarvi di seguito alcuni spunti che, lungi dal portare soluzioni, suggeriscono alcune riflessioni che potrebbero aiutare a pensare allo smart working non come ad un’alternativa ma come ad una strategia che interesserà tutta la filiera della value chain.

Pensare alla flessibilità del lavoro in modo propositivo invece che reattivo

Invece che prendere decisioni sul modello di lavoro caso per caso, in base alle richieste dei singoli individui, lo smart working comporta la flessibilità come regola nel modo in cui il lavoro è organizzato. La flessibilità non è nel ruolo del singolo individuo ma intrinseca alle attività lavorative stesse.

Con le nuove tecnologie e le nuove forme di design del workplace, il lavoro diventa qualcosa che può essere svolto in un ampio range di ambienti e circostanze e in tempi diversi.

Questo permette ai lavoratori una maggior autonomia su come organizzare il loro lavoro.

I manager e i team, piuttosto che aspettare le richieste dei singoli, dovrebbero porsi dei target di efficienza e produttività e misurare l’impatto tangibile delle pratiche di smart working che siano state introdotte.

Smart Working attraverso tutti i settori

I benefici dello smart working non sono confinati solo ad alcuni settori. La maggior parte delle organizzazioni di tutti i settori hanno molte funzioni come marketing, design, HR, finance, strategy, IT che lavorano in modo simile. Anche il retail coinvolge attività sia fisiche che digitali.

Per questa ragione l’adozione dello smart working è rilevante per tutti i settori. L’esistenza di particolari requisiti che ostacolano la flessibilità e la mobilità per alcuni tipi di lavoro non impediscono l’adozione dello smart working in tutta l’azienda.

Lo Smart Working è per tutti

Anche se ci sono attività lavorative che sono intrinsecamente meno adatte ad essere svolte in tempi e luoghi diversi, le aziende dovrebbero comunque pensare allo smart working come un approccio che coinvolge tutti.

Non dovrebbe accadere che alcune persone siano considerate come lavoratori “fissi” mentre altri siano considerati come lavoratori flessibili.

Lo smart working comporta cambiamenti al modo in cui le persone lavorano.

Le persone che lavorano in ruoli specifici o con componenti di tempo critiche potrebbero comunque essere portate lavorare con altre persone il cui stile di lavoro sta cambiando. La natura degli strumenti che vengono usati e le interazioni con i colleghi potrebbero cambiare di conseguenza. I manager dovrebbero assicurarsi che ci sia un singolo framework e una cultura generale di smart working.

Vedere alcune persone lavorare come smart worker mentre altre procedere in modo tradizionale porterebbe a due rischi:

  • che emergano due diverse culture del lavoro
  • che la tradizionale cultura del lavoro diventi dominante di default, riducendo i benefici di lavorare in smart working.